“Un maturando su due non capisce cosa legge“.
A riportare la notizia sono i maggiori quotidiani, nonché professionisti dell’informazione.
Ansa aggiunge che lo studente in questione “non sa matematica“. I dati sono quelli del rapporto Invalsi, che confermano quindi l’esistenza di un certo declino d’istruzione degli studenti italiani.
-1 punto percentuale rispetto al 2022, per ciò che riguarda la comprensione del testo italiano.
Italiano che nella sua stessa patria perde contro l’inglese ed il suo costante avanzamento, come riporta Ansa.
Per quest’ultimo i risultati negli studenti del bel Paese sono migliori: +2% dall’anno scorso nella lettura, +6% rispetto al 2019 nel listening.
Ma quali sono le cause? Qualcuno ha dato la colpa al Covid, presumibilmente al lockdown che ha confinato milioni di studenti in DAD.
Il presidente di Invalsi, Roberto Ricci, ha dichiarato: “E’ giusto dire che assistiamo ad un effetto ‘long Covid‘, è una immagine appropriata: si fatica a tornare ai livelli pre Covid“.
Ma i motivi del declino della lingua forgiata da Dante possono essere diversi.
Si pensi per esempio all’approccio nei confronti delle lingue classiche: quelle “morte”, come le chiamano ormai i liceali, disinteressati a latino o greco. Si tratta davvero solo di “cultura generale”?
“Ha fallito la comunicazione?“, si chiede Fabio Duranti.
La causa principale che Alberto Contri, docente di comunicazione, trova nell’involuzione del caso, sarebbe un effetto dovuto alla velocizzazione dei tempi di attenzione. Basti infatti pensare a fenomeni come TikTok, dove i video, generalmente, durano poco più di 20-30 secondi o addirittura meno. Basta poi “scrollare” con un dito e si passa ad un altro contenuto. Ben diverso da leggere?
“Sono abituati a leggere due righe“, spiega Contri. “Tu non puoi fargli leggere delle frasi correlate, perché con troppe correlate.
Richiedono una connessione più ampia, figuratevi se possono leggere in latino dove il verbo era in fondo: è inutile stupirsi, è così.
Abbiamo buttato via due generazioni: bisogna ritornare daccapo, alla scuola“.
Ascolta il dibattito integrale con Gianluigi Paragone, Giovanni Frajese, Alberto Contri e Alessandro Meluzzi in diretta a “Un Giorno Speciale“.
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