Bene il primo tempo, male il secondo. Pesa il doppio però un tempo di leggerezza dell’Italia, che concede alla Spagna la finale di Nations League. Davvero troppi gli appoggi e i passaggi sbagliati in fase di costruzione, soprattutto quando davanti hai dei maestri del possesso palla come le furie rosse.
La squadra di Mancini però inizia bene, guadagnandosi il rigore realizzato da Immobile dopo un primo tempo all’altezza. Unica nota stonata il clamoroso strafalcione di Bonucci, che da ultimo uomo procura il pallone del vantaggio a Yeremi Pino a tu per tu con Donnarumma.
Il rientro dagli spogliatoi è drammatico. Si stancano Frattesi e Dimarco, tra i più positivi, e il gioco è praticamente assente.
Sono continui e quasi estenuanti gli sbagli in fase di appoggio, quando di fronte hai un così ben oliato meccanismo di passaggi e uscita dalle situazioni di pressing come quello spagnolo.
Gli azzurri provano a far paura solo in un’occasione, quando Zaniolo cerca bene Frattesi al centro dell’area. Il calciatore del Sassuolo tira centrale, facile preda per i guantoni di Simon. Poi non trova un altro pallone avvelenato, stavolta per merito di un sempiterno Jordi Alba, che soffia la sfera dalla disponibilità del 23enne all’ultimo millesimo di secondo disponibile prima di vederla scoccare in porta da tre metri.
Poi c’è solo la Spagna.
E le occasioni non sono nitide, ma instillano paura nei nostri difensori. Lo schema è uguale e ripetitivo: lungo possesso, poi quasi sempre uno spiovente al limite dell’area e qualcuno pronto col volley (in genere Rodri).
Al terzo tentativo che si ripete identico, è il destino a mettersi di mezzo. Azione come descritta, il centrocampista del City scocca verso la porta, ma diventa un flipper tra Acerbi e Toloi, che regala un cioccolatino a un metro dalla porta a un Joselu appena entrato. Il resto è minutaggio buono per le statistiche, tra una tirata d’orecchie a Chiesa – evanescente – e un passaggio sbagliato da Di Lorenzo.
La Spagna si va a giocare la finale con la Croazia. L’Italia si gioca il terzo posto con l’Olanda, aspettando tempi migliori.
Alessio De Paolis
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