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Giannini sogna la guerra per forgiare l’Europa ma la storia lo smaschera

Difendere l’Ucraina sarebbe, cito alla lettera, “l’occasione per forgiare nel fuoco della battaglia un vero progetto di difesa europea”. Così ha scritto testualmente Massimo Giannini in un suo editoriale apparso sulle colonne di La Repubblica, rotocalco turbomondialista e collaudata voce del padronato cosmopolitico.

Si tratta di un surreale esempio di retorica che, francamente, pensavamo e soprattutto speravamo di esserci lasciati per sempre alle spalle e che invece ora torna a fare repentinamente e inconfessabilmente la sua epifania nel quadro della tumultuosa guerra d’Ucraina che continua a seminare il panico e soprattutto a spargere il sangue dal 2022.

Non ci stupiremo davvero se presto o tardi gli ierofanti dell’ordine europeisticamente corretto ci spiegassero che la guerra è la sola igiene del mondo. Parafrasando il Giannini, combattere per il guitto di Kiev, attore nato con la N maiuscola Zelensky, e quindi per le irragionevoli ragioni di quell’imperialismo occidentale che vuole piegare la Russia in quanto resistente, sarebbe doveroso non solo per tutelare Kiev ma anche per forgiare l’Unione Europea nella difesa.

Il mito della pace europea nell’era del riarmo

E dire che i cantori dell’incubo dell’Unione Europea ci avevano garantito con sicumera che, grazie al costrutto tecnocratico e repressivo ma poi anche depressivo di Bruxelles, non vi sarebbero state più guerre in Europa. Ebbene oggi li troviamo in prima linea nel propugnare strenuamente le ragioni della guerra e del riarmo e nell’attaccare senza pietà quanti a quelle irragionevoli ragioni provino giustamente a opporsi.

Sarebbe d’uopo domandare al Giannini da chi mai dovrebbe difendersi l’Europa, poiché il nostro più che fondato sospetto è che i cantori del verbo unico europeisticamente corretto celebrino come difesa la guerra imperialistica che l’Occidente, anzi l’Uccidente, compie contro tutti quei governi che ancora non siano subalterni rispetto alla sua dominazione planetaria.

Chi ha invaso chi: la lezione di storia negata

Sarebbe altresì doveroso ricordare al Giannini, con una piccola e facile lezione di storia, che la Russia non ha mai invaso l’Europa e semmai è stata sempre quest’ultima a invadere la Russia, tra l’altro uscendone sempre con le ossa rotte e producendo esiti palesemente catastrofici per l’Europa stessa. Di tutto questo evidentemente il Giannini non sembra tenere conto, preso com’è dalla sua foga di difesa del conflitto e del riarmo come via per forgiare l’Europa.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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