L’addio di Fabio Fazio e Lucia Annunziata dalla Rai ha in sé una sostanziale differenza.
Mentre nel primo caso il “cacciato” non ha espresso grandi critiche al Governo.
Nel caso di Annunziata i motivi delle dimissioni, perché di quelle si parla, sono molto più chiari.
“Non condivido nulla dell’operato dell’attuale Governo“, ha espresso nella lettera d’addio. “Non resto da prigioniero politico“.
Le risposte del nuovo amministratore delegato Rai Roberto Sergio sono arrivate nell’immediato: “Peccato, l’avevamo confermata“.
Dunque le conclusioni della presunta cacciata possono convergere verso un’unica spiegazione, secondo Fabio Duranti: “Ma allora era lì per propaganda?“
“Sono pantomime purtroppo di cui alla fine a farne le spese sono i cittadini“, commenta la vicenda Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità. Lo scalpore mediatico creatosi intorno alla questione ha già decretato la sentenza: “Un danno alla tv, alla cultura e all’Italia“, conferma Enrico Letta su Twitter. Allora però va fatta una riflessione: perché andarsene se puoi fare opposizione?
“Ma se arriva un pericolo e tu dici di fare il giornalista, devi rimanere al tuo posto nel servizio pubblico – precisa Duranti – a informare i cittadini della tua versione contrastante a quella che tu contrasti“.
Le conclusioni le trae Borgonovo: “Evidentemente i giornalisti si fanno solo con il Governo che ti piace per sostenere il Governo“.
“Allora sei un propagandista, non un giornalista“, conclude Duranti.
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