Il potere ha sempre definito buoni e cattivi. Nonostante ci vantiamo di aver raggiunto vette nello sviluppo dell’uomo, in realtà possiamo e dobbiamo riconoscere le storture che si nascondono all’interno del nostro sistema politico – sociale. Una di queste è la violenza che il potere usa, con tutti i mezzi che ha disposizione, contro chi pensa e agisce fuori dall’ordine dominante. Abbiamo visto capitolare ed essere quindi allontanati anche personaggi che erano stati sempre grandi sostenitori del sistema ma che per qualche parola considerata fuori posto, sono stati attaccati violentemente.
Francesco Borgonovo lo ha chiesto a Eugenio Capozzi, professore di storia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
“Il potere non è il partito che è al governo, non è il capo del governo, il presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale.
Il potere è un blocco culturale che parte dai grandi, dalle grandi fondazioni, dai mezzi d’informazione e dalle istituzioni internazionali e che opera la colonizzazione ideologica cercando di radicarla su scala globale. In occidente ci sta riuscendo facilmente. In Italia ad esempio la delegittimazione degli avversari è una componente fondamentale della nostra politica. Questi input dell’establishment culturale occidentale vengono da fuori però. Non a caso la tempesta della Cancel culture viene tutta dall’establishment culturale e accademico statunitense. C’è una profonda ambiguità nella civiltà occidentale e nei processi di modernizzazione. Lo stato moderno, la tecnica, la politica come sovranità e potere, viene tutto assolutizzato dalla biopolitica.
La biopolitica è il tentativo di assimilare anche i corpi, il mondo della vita al potere in un’ottica di amplificazione del benessere. È una profonda ambiguità nei processi di modernizzazione occidentale che a un certo punto generano una sorta di delirio di onnipotenza tecnico per cui si si abdica a quello che è la la fondazione dell’umanesimo cristiano e si divide di nuovo il mondo tra superuomini e sottouomini. I superuomini che sono l’avanguardia dell’élite che deve guidare verso la luce, i lumi, il progresso con tutti i mezzi possibili. I sottouomini sono strumenti, cavie, seguaci o eventualmente materiale da eliminare“.
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