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La lezione ipocrita dei francesi sui migranti

I francesi, ancora una volta, ci vengono a rompere le scatole sul tema dell’immigrazione.
Proprio loro. Loro che non sono capaci di gestire con una certa dose di umanità i passaggi e le frontiere che li riguardano, vengono a dire che noi siamo “incapaci” e che il Governo italiano sarebbe incapace di gestire i flussi migratori.
Ecco, nello stesso frangente quell’Europa incapace di gestire il discorso dei flussi migratori e le ripartizioni che ci dovrebbero essere – perché “l’Europa serve a questo“, “A cosa serve l’Europa se non a questa condivisione e soluzione dei problemi comuni, dei problemi che sono più grandi di noi“, ci dicevano – nello stesso tempo l’Europa è incapace anche di dare un messaggio in materia economica e monetaria diverso da quello dell’innalzamento dei tassi di interesse.

La Banca Centrale Europea avrebbe dovuto controllare i tassi di interesse, perché questo era uno dei “piatti forti” della moneta unica: “Facciamo la moneta unica così non ci sarà più problema dell’inflazione, perché governeremo i processi monetari e non avremo bisogno quindi di giocare coi tassi di interesse, perché comunque l’inflazione la terremo sotto controllo“.
E infatti si è visto.

L’Europa non è capace di avere una una politica sull’immigrazione.
Vuol dire che non è capace di avere una cabina di regia, perché non sa avere un controllo delle frontiere.
Però la stessa Europa ci dice, lo abbiamo ascoltato dalla viva voce del Presidente dei Popolari Europei Weber, che può pensare di mettere dei muri, dei confini.
E allora io mi dico: se tu metti dei muri per confinare il perimetro dell’Europa, allora io ti riferisco che devi vedere il mare Mediterraneo come una specie di frontiera, come una specie di confine.
E tu sul Mediterraneo devi avere e devi dare la risposta.
Devi far percepire che sei qualcuno.

Se dunque l’Europa non è niente non è nessuno, allora tocca a noi.
Quella parola magica che era “sovranismo“, noi la dobbiamo proiettare sul Mediterraneo.
Perché se nessuno controlla il Mediterraneo, allora va da sé che qualcuno che ha interesse in tale vuoto entra nel Mediterraneo. E ci entra come una lama calda nel burro.
D conseguenza, ecco la moltiplicazione, la proliferazione delle imbarcazioni di fortuna su cui salgono questi disperati.
E poi ci sono le ONG e tutto il discorso che queste alla fine non riescono a governare in nessuna parte; quindi ti scappa qualcosa da qualche parte, e allora escono fuori le storie di sfruttamento degli immigrati.

Allora, cara Europa, se sei incapace lascia perdere. Ma è obbligo per l’Italia e per il Governo italiano iniziare a capire che il Mediterraneo è la nostra frontiera.
Ormai nel controllo dei territori, anche per fini militari, praticamente non vi sono più misteri.
Dai droni al satellite, suvvia: non mi venite a raccontare che uno sputazzo di mare – perché stiamo parlando di questo – non possa essere pattugliato e controllato.
E poi devo sentire anche Macron o il governo francese attraverso il Ministro dell’Interno che viene a farci la ramanzina?
Ma stiamo scherzando?

Chiedo al Governo italiano di ripristinare la parola “sovranità” e anche “sovranismo”, proiettandolo sul Mediterraneo, perché quello che sta accadendo nel Mediterraneo con continui sbarchi è un qualcosa che non controlleremo più.
E loro che sono al governo si ritroveranno un sacco di problemi da gestire che riguarderanno anche la sicurezza.

Gianluigi Paragone

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