Il cambiamento climatico è colpa dell’uomo? Perché portare avanti una narrazione senza ascoltare altre campane? Il confronto scientifico è veramente antidemocratico? Quali sono i dogmi e quali le panzane spacciate per scienza?
Fabio Duranti e Mario Tozzi tornano a dibattere su ciò che può cambiare la nostra vita da un momento all’altro. ma non parliamo delle catastrofi naturali o di nuovi virus, bensì dei media. E’ nota l’influenza che nella società del nuovo millennio ricopre il quarto potere. Tutti sono raggiunti senza eccezioni da un flusso di notizie ininterrotto e inestinguibile. Ma è davvero l’obiettivo di ogni singola notifica che riceviamo informare il lettore?
Nel caso della medicina, personalità come Giuseppe De Donno sostenevano la necessità di dichiararsi senza conflitti d’interessi prima di dare qualsiasi informazione. Questo pericolo può essere evitato nelle riviste scientifiche, certo. A meno che il finanziatore non assuma un potere tale da influenzare una comunità cospicua di scienziati che bocceranno lo studio scomodo.
Ecco perché occorreva fare attenzione agli altolà del nobel Montagnier sul Covid. Ecco perché ora ci interessa altrettanto il climatologo Franco Prodi e il Nobel Henrik Svensmark, uno degli scettici per quanto riguarda la teoria sul surriscaldamento globale causato dall’uomo.
Su tutto questo si sono confrontati Fabio Duranti e Mario Tozzi a ‘Un Giorno Speciale’.
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