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“Più circola, più diventa pagabile”: Eurostat chiarisce una volta per tutte chi ha stoppato il superbonus



Sul superbonus e sulle altre agevolazioni per l’edilizia, le dichiarazioni rilasciate dal Governo pendono verso un’apertura sulla proposta dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) che prevede la possibilità per le banche, che ricevono pagamenti dei contribuenti a mezzo F24, di compensare con i crediti d’imposta in portafoglio.
Da un lato non è corretto dire che questa misura costa 2.000€ a persona, poiché tutte le misure hanno un costo.
È corretto invece chiedersi se questa porzione di spesa pubblica abbia prodotto dei risultati per l’economia e se le previsioni di spesa siano state rispettate.

È comprensibile quindi lo stop alle cessioni che hanno messo il turbo all’avvio dei lavori, ampliando la platea dei beneficiari, portando ad un aumento della spesa effettiva pari a 30/40 miliardi, che è insostenibile per il bilancio dello Stato.
Tuttavia, dall’altro canto, la trasferibilità dei crediti aumenta la probabilità che il contribuente li compensi.
Ragione per cui costituiscono un’effettiva minore entrata per lo Stato, con conseguente emissione di ulteriori titoli pubblici: ecco perché il Governo Draghi intervenne a fine del 2021, bloccando la cedibilità senza limiti.
La circolazione è il rubinetto che regola l’impatto sulle casse statali, peraltro ripetuto da Eurostat nella frase “più circola e più diventa pagabile“.

Pertanto il Governo metta mano al portafoglio e consenta alle banche di compensare le somme che i clienti verseranno a partire dal prossimo 16 marzo. Per la vicenda del bonus, mi dispiace, alle volte che qualcuno dice che io sono una Cassandra quando due anni fa vi dicevo: “Guardate, sarà un bagno di sangue, non credeteci” e via discorrendo.
Sono due anni che io dico che saremo presi in giro come cittadini, come proprietari di case e soprattutto come imprenditori, mi riferisco ovviamente agli imprenditori dell’indotto dell’edilizia, non soltanto strettamente gli edili, ma c’è tutto un indotto.
E sono stato purtroppo ancora una volta facile profeta.

Perché? Era chiaro che il nocciolo della questione, come io dico da tempo, è la circolazione della moneta.
C’è un tabù che non si può toccare che è l’euro e ce n’è un altro: non si può toccare la Banca Centrale Europea e tutto l’interesse finanziario che gira intorno. Come dice Eurostat, “più circola e più diventa pagabile“, riferendosi al credito d’imposta.
È lì che sono tremati i polsi a qualcuno.
È da lì che si è deciso di fermare il provvedimento.
E non lo hanno deciso gli italiani. Lo hanno deciso quelli che governano il mondo finanziario.

Malvezzi Quotidiani, l’economia umanistica spiegata bene

Valerio Malvezzi

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