“Oggi, a distanza di tanti anni, è arrivato il momento di ricordare tutti gli olocausti del mondo. Non uno soltanto, tutti. Perché tutti hanno gli uomini uccisi, sono uomini uccisi. Non importa il colore della pelle, la religione che praticano, sono morti tutti come uomini uccisi da un potere folle“. Questa la riflessione di Fabio Duranti a pochi giorni dalla Giornata della Memoria.
Prosegue Duranti in diretta a “Un giorno Speciale”: “Tutti hanno pari dignità. Noi dobbiamo ricordare tutti gli orrori del passato. E sulla base di questo ricordo lavorare affinché non accada più, affinché non possa più esistere quanto troppe volte si è verificato. Come possiamo non ricordare? Anche i Pellerossa, i nativi americani, chiamati impropriamente indiani. E i film che noi abbiamo visto del dopoguerra, di quando è nato il cinema di massa, mostravano loro cattivi e i cow boy buoni. Oggi quei film, ovviamente, non vengono quasi più trasmessi. Perché si sa che è una scemenza. Si sa che è una fake news e non ci sono i buoni cattivi lì“.
Nella storia dell’uomo con il passare degli anni, più spesso dei decenni, alcune vicende storiche sono state relativizzate in modo diverso, a seconda dei punti di vista. Spiega Duranti: “Allora chi erano gli invasori a Cuba? Chi erano gli invasori e chi erano gli invasi in Palestina? E in Nagorno Karabakh? Gli invasori, gli invasi, chi sono?”.
“Allora vogliamo fermarle queste guerre nel mondo. Sarà arrivato il momento. Dobbiamo svuotare gli arsenali. Oppure magari dobbiamo far fare altri affari. È chiaro che se produco armi, che mi guadagno se non ci sono le guerre?”.
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