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“Russia entrata nelle prime dieci economie mondiali”. E ora le sanzioni?

Herbert Marcuse ne “L’uomo a una dimensione” scriveva che il sistema della propaganda e della manipolazione del regime tecnocapitalistico si fonda principalmente su un dispositivo di questo tipo: menzogne palesi, ribadite a oltranza e senza contraddittorio, assumono una forma letteralmente ipnotica e finiscono in ultima istanza per imporsi come se fossero indubitabili.
A questo riguardo voglio menzionare soltanto due notizie, tra le tante, che meriterebbero di essere discusse. La prima la prendo da L’Indipendente, che così titola: “Dopo dieci mesi di sanzioni la Russia è entrata nelle prime dieci economie mondiali“. La seconda notizia, invece, la traggo da Il Giornale che così titola: “Quei super lanciarazzi sono (anche) italiani. Precisissimi e letali, fanno tremare il Cremlino“.

Partiamo dalla prima.

Ci hanno raccontato per mesi che grazie alle sanzioni prese e attuate contro la Russia, avremmo rapidamente piegato il nemico, condannandolo a capitolare. Ebbene, adesso scopriamo che dopo dieci mesi di sanzioni, la Russia non solo non è stata minimamente scalfita, ma anzi, è riuscita a entrare nelle prime dieci economie mondiali. In compenso l’Europa, ossia la realtà sanzionante per volontà di Washington, si sta impoverendo sempre di più.

Insomma, come abbiamo più volte detto – e la nostra è rimasta sempre una vox clamantis in deserto – le sanzioni alla Russia non danneggiano la Russia, ma l’Europa stessa. Sono le prime sanzioni che vanno a nocumento del sanzionate e non del sanzionato. E questo perché Washington ha tutto l’interesse a colpire l’Europa con l’obiettivo di indebolirla e di renderla ancor più succube.
La seconda notizia ha per oggetto le armi inviate dall’Italia all’Ucraina. Ci è stato raccontato a oltranza, proprio come nel caso delle sanzioni, che le armi inviate all’Ucraina erano armi difensive che sarebbero state impiegate dagli ucraini per difendersi dagli attacchi russi. Ora su Il Giornale abbiamo appreso che i super lanciarazzi sono italiani. E sono precisissimi. E letali. Insomma, le famose armi difensive inviate dall’Italia all’Ucraina, forse proprio difensive non sono.

Oltre a essere state mandate, va ricordato, in aperta violazione, in aperto spregio dello spirito e della lettera della Costituzione.
La Costituzione italiana, non mi stancherò di ribadirlo, recita all’articolo 11 che l’Italia ripudia la guerra non solo come strumento di offesa, ma anche come mezzo atto a dirimere le controversie internazionali. E poiché mandare armi all’Ucraina significa esattamente usare la violenza e la guerra come strumento per dirimere le controversie internazionali, ben si capisce che l’invio di armi all’Ucraina sia un atto incostituzionale, specie se, come ora apprendiamo, le armi inviate non sono scudi ed elmi protettivi, ma sono dei lanciamissili letali, come viene apertamente riconosciuto.
Abbiamo citato questi due esempi, tra i tanti, semplicemente per suffragare il teorema di Marcuse. Il sistema della propaganda organizzata si basa esattamente su menzogne ribadite a oltranza, che pure sarebbe facilissimo decostruire una dietro l’altra.

RadioAttività, con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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