Ci avviciniamo all’anniversario della così detta ‘operazione speciale’ indetta da Putin in Ucraina. Negli ultimi giorni ci sono state delle dimissioni nei vertici ucraini: Dopo una forte pressione dal suo partito, il consigliere militare di Zelensky, Alexey Arestovic, si è dimesso a seguito delle sue dichiarazioni sul missile caduto su un condominio a Dnipro, che ha causato la morte di decine di persone. Il consigliere aveva dichiarato che il missile era stato deviato dalla contraerea ucraina e che quindi i Russi non avevano colpito l’edificio volontariamente. Tra i nomi eccellenti è stato destituito dal suo incarico, il vice capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Tymoshenko in seguito a un presunto scandalo di corruzione.
Continuiamo ad assistere a una guerra che non sembra finire e l’idea è quella che arrivata la primavera, si possa condurre un’offensiva per allontanare i russi dal Donbass. Ecco a cosa servono tutte le armi Nato che stanno arrivando in questi giorni. È evidente che la situazione potrebbe portare delle gravi conseguenze, come dice Francesco Borgonovo: “Non si capisce quale sia la strategia degli Stati Uniti, continuare fino al logoramento totale? Fino a che punto siamo disposti a rischiare, se la guerra si trasforma in esistenziale, potrebbero decidere di usare l’atomica. Noi continuiamo a tenere la parte americana e quando Washington deciderà di smetterla forse lo faremo anche noi, prima non è possibile, abbiamo scelto di essere gli alleati fedeli degli americani“.
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