A parole sono bravi tutti, il difficile è far andare bene le cose. Si parla di energia rinnovabile prima della guerra in Ucraina, si parla di impianti da 2,5 Gigawatt operativi per poco più di 1, quando l’obiettivo era 7. Se la guerra in Ucraina e la conseguente crisi energetica avrebbero dovuto accelerare la loro installazione, non c’è abbastanza capacità di intervento per garantire la nostra indipendenza dai mercati esteri.
Il problema è che, nonostante il miglioramento rispetto il 2021 dove si raggiungevano gli 800/900 MegaWatt, l’obiettivo dei 7 Gigawatt del piano energia di prima è molto lontano, soprattutto in un’ottica decennale dove l’obiettivo è praticamente un irraggiungibile 70 GigaWatt. Se da un lato mancano delle leggi apposite e dall’altra parte ci sono degli scontri tra ministeri noi non facciamo altro che perdere tempo e ad aggravare la situazione è l’aumento dei prezzi e delle materie prime.
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