Dopo aver superato lo scoglio della raccolta firme in piena estate, Gianluigi Paragone e il suo Italexit sono pronti a dare battaglia all’establishment e a mettere a soqquadro le stanze dei bottoni di Montecitorio e Palazzo Chigi.
“È una campagna elettorale a metà, quasi sospesa tra il mero esercizio elettorale e l’ipnosi. Chi pensa che votando la Meloni possa creare una rottura rispetto al passato, non pensa una cosa giusta. Io temo che Centrodestra e Centrosinistra saranno ugualmente condannati a seguire i soliti temi. La Meloni non è in discontinuità con l’Agenda Draghi, non ha mai messo in discussione il Piano Colao, se i mercati finanziari fanno ‘bau’, lei li va a tranquillizzare, quasi a volersi far riconoscere il patentino di credibilità. Ma il patentino di credibilità te lo deve dare il popolo: è il popolo che è sovrano, non i mercati. O meglio, possono essere sovrani nella globalizzazione del capitale, ma siccome in Costituzione la sovranità appartiene al popolo, quella sovranità può appartenere solamente al popolo, che la esprime attraverso libere elezioni democratiche”.
“Io temo che il garante di quest’operazione per cui possono cambiare i Governi ma la politica deve rimanere sempre la stessa sia il Presidente della Repubblica, Mattarella. E questo bis credo sia parte di un disegno politico che non si aggancia al volere del popolo. Lo prende in consegna, ma si andrà avanti con la solita agenda“.
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