Il risparmio delle famiglie italiane è passato da oltre il 16% del ’95 al 2% circa del 2019 prima della pandemia e che abbiamo avuto la variazione in termini reali in un quarto di secolo prossima a zero. Abbiamo perciò gli stessi salari reali da circa un quarto di secolo. Abbiamo patito la crisi pandemica negli stipendi più degli altri e abbiamo avuto la distruzione del risparmio familiare. In questo scenario sociale, la maggioranza politica che ci ha governato ha continuato a parlare di avanzo primario del bilancio statale e politiche del rigore, come se nulla fosse successo.
I dati ci dicono che il Paese sta avviandosi al fallimento, prima di tutto industriale. Da un quarto di secolo stiamo facendo politica del rigore e taglio della spesa pubblica. Rigore significa aumento delle tasse su famiglie e imprese e taglio di spesa pubblica significa tagliare i servizi (pensioni, sicurezza, diritti sul lavoro).
Tutto questo ha portato non a un miglioramento del bilancio ma al suo peggioramento, è una questione di matematica finanziaria. Se tu deprimi il PIL più di quanto riesci a ridurre il debito al numeratore capisci che stai creando un aumento della frizione. Il rapporto Debito-PIL peggiora, anziché migliorare. Queste cose sono evidenti: stiamo distruggendo la domanda interna del Paese. In questo periodo di campagna elettorale non ne sentiamo parlare nel modo in cui vorrei, ossia piantiamola lì con queste regole, abbandoniamo i trattati. Invece si fanno promesse assurde che si sa già di non poter mantenere per una questione di trattati: del PNRR, delle regole che abbiamo firmato, degli impegni che ha preso il Governo Draghi e le forze politiche che lo hanno sostenuto, le quali come se niente fosse ci parlano di riduzione di efficienza e aumento di spesa: fare il ponte sullo Stretto di Messina per esempio. Cose che sono palesemente incompatibili con gli impegni che abbiamo preso e quindi mentendo, sapendo di mentire e non dichiarando che invece quello che bisogna fare è mandare quegli accordi a stendere. Servono uomini politici e statisti che dicano che la posizione del taglio della spesa pubblica e del cosiddetto ‘rigore’ va abbandonata con chiarezza.
Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi
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