Durante questa campagna elettorale, sono in molti a chiedersi se quei partiti che si sono mostrati contrari al green pass e all’obbligo vaccinale – come Fratelli d’Italia – manterranno fede alla parola data in caso di vittoria. Se Fabio Duranti su questo punto si mostra estremamente scettico, il Dottor Alessandro Meluzzi propone un’analisi del problema: “Bisogna partire da un concetto che nella storia dell’umanità è stato sempre studiato, vissuto e praticato: il concetto di sacralità. Il sacro è qualcosa che non appartiene all’ordinario perché va persino al di là della razionalità contingente delle scelte. Per esempio, c’è stato un tempo in cui la mafia riteneva che donne e bambini non dovessero essere uccisi: era un principio sacrale, riconosciuto dagli stessi delinquenti. Anche nell’ambito della guerra ci sono delle cose che non vanno fatte e che, infatti, vengono classificate come ‘crimini di guerra’”.
Alla luce di questi presupposti, per l’esperto “il principio dell’inviolabilità del corpo deve rientrare in questo principio: non c’è criterio che possa autorizzare qualcuno – né per la salute pubblica, né per la difesa dei vulnerabili, né per l’economia – a imporre qualcosa a chi questa cosa la rifiuta. Questo è stato scritto nel Codice di Norimberga dopo la Seconda Guerra Mondiale, però oggi viene sistematicamente disatteso perché la violabilità del corpo è diventata la base dei principali business della nostra economia, che è la biotecnologia“.
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