Tra i 25 e i 40 milioni, questi i numeri spaventosi relativi all’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova. Considerati scarti di produzione, questi animali vengono uccisi nelle 24h successive alla nascita. Soppressi senza nessuna forma di alleviamento del dolore, sono condannati a morte in quanto non adatti a divenire polli di allevamento e allo stesso tempo non in grado di produrre uova per il ciclo industriale.
L’Ass. Animal Equality Intenational da anni si batte per la difesa degli animali e la fine di questo massacro insensato. Come spiega il vicepresidente, Matteo Cupi, è stato ottenuto un importante successo contro questa pratica. “Il metodo principale per la loro eliminiazione è la triturazione che avviene quando gli animali sono ancora in vita. La nostra organizzazione ha lavorato a livello europeo per utilizzare un sistema per individuare il sesso dei pulcini e non far nascere i pulcini maschi. Il primo passo è stato compiuto da Coop e successivamente Assoavi”.
Animal Equality si è mossa anche a livello politico riuscendo ad ottenere in Parlamento il voto positivo su un emendamento che vieta tali pratiche di uccisione dei pulcini maschi e l’introduzione di sistemi tecnologici di controllo.
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