Estetico perché non c’è resa più profonda del cosmo, conoscitivo perché ci renderà in grado – secondo il N.1 della Nasa – «di rispondere a domande che ancora non sappiamo formulare».
La massa di questi corpi è tale da piegare lo spazio tempo e presentare gli elementi celesti più lontani come fossero dietro una lente: parliamo delle masse rossastre che definiscono l’effetto “lente”, confermando un postulato previsto dalla teoria della Relatività.
Ma non è tutto, perché le nuove immagini in corso di divulgazione renderanno tutto questo un gustoso antipasto. L’inizio di un nuovo modo di rappresentare l’universo, ma anche di comprenderlo. “Lo scenario di questa immagine corrisponde a un pezzetto di cielo grande quanto un granello di sabbia sulla punta di un dito“, ha sottolineato l’amministratore della Nasa Bill Nelson. Un granello di sabbia dal valore scientifico inestimabile.
Da oggi il cosmo si spinge un passo più in là, e non è esattamente un “piccolo passo”.
Alessio De Paolis
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