Così leggiamo in questi giorni su la Repubblica, rotocalco turbo-mondialista, voce del padronato cosmopolitico e del nuovo ordine mondiale: “Covid, l’allarme di Biontech: servono vaccini urgenti contro le nuove varianti”. Come volevasi dimostrare: tutto come le non difficili previsioni già sviluppate in questi due anni di emergenza.
In sintesi, la salvezza è sempre una dosa più in là. I cicli di benedizione del santissimo siero, nuovo sacramento della nuova religione terapeutica, non conducono fuori dall’emergenza, al contrario l’emergenza permanente si fonda su ininterrotti cicli di benedizione del santissimo siero, per la gioia delle multinazionali del farmaco e per motivi di controllo.
Siero santissimo inoculato fa rima con infame tessera verde di tracciamento. Naturalmente i più continuano ad obbedire cadavericamente. Questi pensano che in tal guisa tutto possa terminare e non capiscono che l’emergenza permanente proseguirà all’infinito, ciò in ragione del fatto che essi seguitano ad obbedire anziché insorgere. Aveva ragione il filosofo Étienne de La Boétie nel “Discorso sulla schiavitù volontaria”. Continuate a servire e non sarete mai liberi, il potere dispotico proseguirà ad oltraggiarvi.
La paura di perdere la vita non può e non deve prevalere sul desiderio di una vita dignitosa. Con le parole di Giovenale, capita con il nuovo ordine terapeutico di propter vitam, vivendi perdere causas, perdere le ragioni per cui vivere in nome della difesa della vita stessa. Questo il paradosso a cui siamo ormai avvezzi.
I più accettano di rinunciare alla libertà e agli effetti, financo di sottoporsi a cicli di benedizione ininterrotti con tanto di tracciamento e infame tessera, facendolo poiché ritengono che ciò permetta di mantenere la vita ma non si domandano mai seriamente se quella che così mantengono sia degna di essere definita vita o non sia un precipitato privo di qualità. La vita ridotta a questo livello, a semplice sopravvivenza ci rende indistinguibili dal virus che combattiamo.
La vita ha senso se è vita libera, qualificata con diritti e con passioni, qualificata da tutti i come che rendono la vita degna di essere vissuta. Se noi riduciamo la vita a semplice sopravvivenza, protetta con tracciamenti e cicli di benedizione, riducendola a qualcosa che con la vita ha poco a che fare. Per proteggere la vita abbiamo perso le ragioni che la rendono degna di essere vissuta.
RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro
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