Quest’anno in Serie A si è visto di tutto, basterebbe citare faccini di arbitri in confusione stretti in carezze un po’ troppo affettuose; oppure, simulazioni più grossolane di certe interpretazioni dei cosiddetti b-movie all’italiana di fine anni settanta. Ci appare quindi semplicemente grottesca l’accusa di Walter Sabatini circa la tendenza della panchina della Roma ad alzarsi in massa ogni volta che giudica sbagliata una decisione arbitrale. Atteggiamento discutibile, sì, ma che vediamo in ogni campo, dalla A in giù. Sabatini dovrebbe saperlo, avendo frequentato svariate categorie da dirigente. Se il “male” alberga nel calcio e nella vita, non è certo colpa dello staff romanista o dell’elevata autostima di Mourinho.
Quanto alle letture di spessore, che si tratti dì Hemingway, Pessoa o altri, noi che le amiamo non ci premetteremmo mai di dire che ne possiamo vantare qualcuna in più rispetto al dirigente salernitano, così come lui non può sapere o conoscere le letture di Mourinho. Conosce il numero dei trofei vinti dal portoghese, tanto che lo cita lui per primo, senza aspettare la risposta del tecnico romanista, come fanno quelli che mettono le mani avanti per non cadere all’indietro.
Paolo Marcacci
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