Ci sarebbe più di una “vetrina” a livello di individualità dopo una partita come questa; divertente e, diremmo, giocata al meglio delle rispettive identità da Juventus e Fiorentina, con i viola che hanno pagato di più determinati loro difetti, pur avendo disputato una gara a spron battuto e un finale orgoglioso, gli uomini di Italiano.
Dovendo scegliere una prestazione che ha fatto sentire il suo peso nell’economia della partita, noi scegliamo quella di Danilo: il trentenne dello stato di Minas Gerais è stato al tempo stesso un equilibratore tattico (attitudine tra le più “allegriane” se ci passate il termine) e un propositore della manovra, soprattutto per l’autorevolezza e la forza con le quali ha trovato frequentemente lo spunto per verticalizzare, per un’ora buona prima di lavorare di più a livello conservativo.
Un giocatore utile, stasera, per più di una funzione.
E poi fa gol.
Paolo Marcacci
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…