Italia-Macedonia: il giorno dopo la disfatta. Commenti, giudizi, condanne, proteste e tanto altro. Insomma, è ufficialmente partito il processo alla Nazionale. Dopo pandemia e guerra, ora possiamo trasformarci tutti i CT e Presidenti federali. Proviamo almeno a rientrare nella piena razionalità ascoltando pareri illustri come quello di un giornalista navigato come Italo Cucci.
L’attuale Direttore Edioriale di Italpress è intervenuto ai microfoni di Un Giorno Speciale rispondendo alle domande di Francesco Vergovich. Lo scivolone interno degli azzurri, al cospetto dei balcanici modesti almeno sulla carta, apre una crisi che dura realmente da molti anni e che l’Europeo ha solo in parte limitato.
I precedenti non mancano. Nel 1982 Bearzot decise di confermare quasi in blocco gli eroi del Mondiale spagnolo, ma le successive rassegne europee e planetarie dell’84 (neppure qualificati) e dell’86 finirono in modo amaro. Stessa sorte capitata al dream team sul tetto del mondo nel 2006 in Germania. In quel caso fu Lippi a donare nuovamente fiducia ai suoi fedelissimi piombati poi nello smacco dell’eliminazione ai gironi in Sud Africa. L’eccessiva riconoscenza tecnica purtroppo non paga e a dirlo è la storia passata.
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