Milan: blitz scudetto. Giroud ci mette la gamba, e non solo sul piano strettamente metaforico, e i rossoneri volano in vetta alla classifica. Napoli steso. Pioli esulta insieme a tutto il Diavolo accompagnato, nella notte del Maradona, da un manipolo cospicuo di sostenitori.
Basta una zampata del goleador francese per sbancare il manto partenopeo. Spalletti lecca le ferita della sua truppa, impotente dinanzi alla concretezza e all’organizzazione tattica degli avversari settentrionali. Osimhen è un pesce fuor d’acqua nel settore offensivo. Insigne, Politano e Fabian Ruiz disputano una delle peggiori gare della stagione proprio nel momento clou.
La breve analisi della contesa sviluppata nella location di un San Paolo vestito a festa è presto fatta. “Tre punti importanti per la nostra classifica, contro un avversario forte. Ma l’obiettivo – ha sottolineato il tecnico milanista nel post-partita ai microfoni di DAZN – resta quello che avevamo prima della partita, ovvero conquistare più punti dell’anno scorso“. “L’Inter resta favorita, virtualmente è ancora prima in classifica. – ha aggiunto – Mi dispiace solo che ci siano ancora dei recuperi da fare, sarebbe stato molto più bello e giusto se tutte le squadre oggi avessero lo stesso numero di gare disputate“.
Questa invece la lucida analisi del mister degli azzurri: “Se giochi per la testa della classifica il livello di tensione sale, la gestione fa parte dell’essere campioni. Se non sai reggere le pressioni è chiaro che diventa quasi impossibile vincere. Ci sono delle qualità e dei caratteri fatti in un modo e altri in un altro modo. Per lunghi tratti ci siamo riusciti, in dei momenti di partita no. Il livello di calcio è questo in una città come Napoli, se non reggi le pressioni devi spostarti“.
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