Esegesi di un Milan trionfante. Pioli maestro dalla bacchetta ispiratissima. Giroud colpisce con la spada mancina. Theo Hernandez e Leao fanno vedere i sorci verdi a Di Lorenzo e Politano. In mediana Bennacer, non certo un corazziere, giganteggia in collaborazione con Kessie e Tonali. Maignan tra i pali è una sicurezza assoluta con i colleghi Calabria, Tomori e Kalulu mai in affanno.
Insomma, a Napoli l’orchestra rossonera ha suonato a meraviglia. Praticamente perfetto il Diavolo in quel di Fuorigrotta. Una perfezione che odora di scudetto. Certo, Messias e compagni hanno avuto anche battute d’arresto nel recente passato. Sul tema Inter e Napoli non sono da meno. Nerazzurri e partenopei hanno lasciato diversi punti per strada, spesso contro avversarie sulla carta morbide.
Per il tricolore tutto è ancora in totale equilibrio. Milan, Inter e Napoli vivono costantemente sopra un sottilissimo filo pronto a spezzarsi in qualsiasi momento. Rossoneri a 60, Biscione a 58, azzurri a 57. Tutte lì, aggrappate al treno che viaggia verso la primavera. La bella stagione è alle porte con un bagaglio di sogni da scoprire. Empoli, Torino e Verona i prossimi ostacoli delle battistrada.
Tiziano Crudeli
Io, Milan, di errori arbitrali me ne intendo. Sono 6: 4 in campionato e 2 in Europa. Su Bennacer si può discutere, io però discuterei anche sul secondo fallo, quello che riguarda la squadra avversaria, perché è vero che il giocatore viene colpito, ma viene colpito dopo aver effettuato il cross intercettato da Kalulu che mette la palla in calcio d’angolo.
Nell’ordine personale dei valori a me è piaciuto moltissimo Kalulu che a 21 anni ha disputato una grande partita. Stesso discorso per Bennacer. Poi gli spunti di Leao sono davvero da fuoriclasse. Peraltro io amo i numeri e, ad esempio, nel conto dei tiri nello specchio della porta il Milan ne ha effettuati 4 contro i 3 del Napoli. Quindi anche sotto questo aspetto i rossoneri hanno mostrato superiorità. Clamoroso invece il gol sbagliato da Saelemaekers. Se il Napoli avesse pareggiato io sarei sceso in campo e gli avrei messo le mani addosso. Ovviamente si fa per dire”.
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