Il dogma neoliberista è ormai troppo forte e radicato nelle menti ottenebrate da decenni di mistificazione. Perfino le politiche di importazione di massa di immigrati clandestini, moderna versione dello schiavismo del XVIII sec. vengono ammantate di giustificazioni morali: la libera circolazione delle persone e delle merci, l’abolizione dei confini di Stato, il superamento del concetto di barriera doganale.
Nessuna retorica viene invece usata per combattere il vero muro invisibile che separa l’accesso alle ricchezze speculative non dovute ad un sistema di banche private che finanzia gli stati. Sto parlando della sovranità monetaria, tema di cui poche persone sono competenti e a conoscenza. In poche parole ci sono i muri visibili e ci si sta occupando in questi decenni di scardinare di questi muri perché si parla di organismi sovranazionali.
Il problema è che non si parla dei numeri invisibili perché è inutile dire che bisogna abolire le barriere, non erigere muri per i migranti o sui movimenti di merci, capitali e borse, se poi non si affronta la questione delle questioni: il muro della sovranità monetaria degli stati, cioè il diritto degli stati di battere una propria moneta e di gestirla autonomamente attraverso banche centrali che rispondano obbligatoriamente alla politica, cioè ai cittadini.
Le banche centrali indipendenti non esistono perché dipendono dalle scelte non degli uomini politici ma dei banchieri che diventano i veri gestori del potere mondiale, avulsi, staccati e liberi da qualsiasi condizionamento della pubblica opinione. Gli stati possono anche togliere i muri visibili ma non riescono ad uscire da quei muri invisibili che è il finanziamento degli stessi a debito facendo così arricchire degli speculatori privati.
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