I processi della digitalizzazione hanno conquistato spazi sempre maggiori grazie alla pandemia. Il sistema centralizzato e virtuale appare però confliggere con la libertà individuale. La società dell’algoritmo che si viene definendo evidenzia una significativa conflittualità con i processi democratici.
Gli attuali mezzi tecnologici consentono infatti un controllo pervasivo su ogni aspetto della vita sociale e politica dei cittadini. Le grandi corporate sono in pole position per sfruttare la disruption digitale e conquistare nuovi spazi di potere. Le parole di Vittorio Colao evidenziano i rischi di un possibile monopolio economico e politico dei grandi potentati economici.
Alessandro Meluzzi e Francesco Forciniti lanciano un appello alla libertà, sottolineando l’impossibilità di ridurre alla cultura del microchip e del silicio la natura del caos umana, mai doma e non controllabile da algoritmi di sorta. “C’è un aspetto ontologico” spiega Meluzzi “che mi fa ben sperare, perché pensare di ridurre l’uomo ad un algoritmo, perché di questo si tratta, avere un mouse con cui controllare la mente di tutti, è un’illusione. Lo provano queste linee di resistenza, la linea del caos anche se debolissima e anarchica, anzi forse proprio per questo sta resistendo ad un potere come nella storia dell’umanità non si è vista mai”
L’intervento di Forciniti e Meluzzi in diretta a “Un giorno speciale”
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