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Attualità

Nuova retromarcia dei “virostar”: l’infettivologo Galli costretto ad ammettere l’errore in diretta TV

Desidero prendere le mosse dalla dichiarazione dell’infettivologo meneghino con la postura austera Massimo Galli. La citazione gli viene attribuita dal sito di LA7 in riferimento al suo intervento in una trasmissione della nota rete televisiva. Queste le parole dell’infettivologo: “L’open day per i giovani con il vaccino Astrazeneca è stata un’oggettiva imprudenza”.

Ebbene sì, l’infettivologo meneghino ammette che l’open day con il vaccino Astrazeneca lungi dall’essere un’idea geniale è stata un’oggettiva imprudenza. Eppure non possiamo che rilevare che chi lo diceva al tempo era trattato alla stregua di un nemico della salute pubblica quindi come un pericoloso dissenziente che, questo è il fulcro della narrazione egemonica, stava mettendo al repentaglio la salute pubblica.

Ancora una volta quella che era considerata ieri un’eresia diventa una verità. Nel tempo della post-verità e della lotta alle fake-news siamo avvezzi a questo mutare costante di prospettive, ciò che con Platone potremmo dire è tipico dell’opinione, legata al concetto dell’apparire che cambia costantemente e dunque assai distante dalla scienza in senso proprio, ossia il sapere solido e ben radicato.

A proposito di Platone, in riferimento alle continue mortificazioni, insulti, alla continua volgarità con cui l’ordine dominante e i suoi alfieri trattano chiunque sia dissenziente, mi sia concesso di far riferimento a un passaggio splendido di uno dei dialoghi più bello di Platone, il Gorgia: “Lascia pure che ti disprezzino considerandoti un folle e che ti offendano. Si per Zeus lascia pure, restando impavido, che ti colpiscano con quello schiaffo ignominioso perché se sarai onesto e buono, non potrai patire nulla di male”.

In effetti uno dei fondamenti del sapere platonico è proprio quello in coerenza con il quale è meglio subire un’ingiustizia che commetterla. Possiamo allora dire sulla scorta dell’insegnamento platonico socratico che dobbiamo continuare con la schiena dritta a demistificare l’ordine della narrazione dominante, appagati del fatto che ci stiamo muovendo non per onore, ricchezza o visibilità, ma semplicemente per amore della verità.

Mai come oggi possiamo dire che la verità rende liberi ed è dal nesso sinergico dinamitardo libertà e liberazione che si può misurare l’importanza del filosofare e di chi lo pratica, sempre tenendo fermo il coraggio della verità. L’importante sta più che mai oggi nel saper procedere contro corrente senza curarsi dell’opinione dominante e sempre tenendo fermo l’idea di verità come unico baluardo e stella polare.

RadioAttività, lampi del pensiero quotidiano – Con Diego Fusaro

Diego Fusaro

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