Desidero svolgere alcune impressionistiche considerazioni anch’io intorno alla vicenda legata al tennista fuoriclasse serbo Djokovic. Il fronte delle discussioni è come spesso accade diviso in due fronti opposti: quello di coloro i quali condannano il tennista per aver cercato di diventare un simbolo del movimento di contestazione del Leviatano tecno-sanitario e quello di quanti celebrano il tennista serbo esattamente per il suo coraggio e per la sua capacità di procedere controcorrente.
Quello che l’Australia ha fatto a Djokovic non è la prova del fatto che finalmente la legge vale per tutti, come taluni hanno detto. È invece a mio giudizio la prova del regime inflessibile e fanatico che si è prodotto nel mondo occidental capitalistico. Un regime inflessibile e fanatico che si basa ormai sempre più palesemente – come anche Giorgio Agamben non ha mancato di sottolineare – sul connubio terrifico di religione terapeutica e di terrore medico sanitario. In sostanza un fanatismo scientifico che si sta producendo sotto i nostri occhi.
Di questo bisogna allora ragionare quando si riflette su questa questione. Intendo dire sul fanatismo cieco, settario, ideologico che nega financo i diritti elementari in nome delle più alte ragioni della scienza e della salute pubblica.
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