Quello strano legame tra europeisti e ultravax: l’identikit che plasma la deriva in atto

Vi siete mai chiesti come mai gli ultraeuropeisti, cioè i fautori delle politiche neoliberiste, quelli che appoggiano istituzioni svincolate da ogni controllo democratico e che mirano a sostituire le democrazie con tecnocrazie, coincidano in tutto e per tutto con i pasdaran dell’obbligo vaccinale e del super Green pass? (Quelli che appoggiano le limitazioni di libertà di chi vorrebbe semplicemente scegliere, per intenderci).

Due categorie apparentemente così diverse ma formate dagli stessi membri, appoggiate dagli stessi gruppi, dagli stessi giornalisti, dagli stessi politici. Ultraeuropeisti e ultravax, una categoria unica, che vede il libero pensiero come un nemico, l’autodeterminazione dei popoli come qualcosa a cui porre fine e da legare sempre ad un vincolo esterno, ad una guida esterna, che debba imporre cosa fare, perché tutto secondo loro deve essere sostituito da un pensiero collettivo calato dall’alto.

I componenti del gruppo debbono muoversi tutti all’unisono, senza deviazioni, senza la fastidiosa pretesa di contare qualcosa e quindi di pretendere più diritti, più voce in capitolo. Non accettano il contraddittorio, se non inteso come plotone d’esecuzione contro il malcapitato di turno. E questo non cambia che il discorso riguardi l’euro, l’Unione Europea, o ora i vaccini. Anche quando le prove empiriche sono a favore di chi si oppone a questo pensiero unico, il contraddittorio va annichilito. Come fa notare l’avvocato Carraro, c’è un nesso tra i fanatici euroentusiasti e gli ultravax, i cosiddetti feticisti del vaccino. Entrambi rappresentano il medesimo tipo umano: sono assolutisti, non tollerano il dibattito e hanno un problematico rapporto con la libertà personale, l’autodeterminazione e lo spirito critico.

Sono tutti cultori di un nuovo modello umano e sociale, quello del pensiero collettivo e della mente alveare. Coltivano il mito dell’unanimismo tipico dei regimi totalitari e hanno il sacro terrore di chi ha il coraggio di pensare con la propria testa. Il terrore del ribelle – di cui parlava Junger – e sono consapevoli che proprio il ribelle, chi pensa con la propria testa, è l’ultimo uomo in grado di impedire una deriva altrimenti inarrestabile.

La Matrix Europea, la verità dietro i giochi di potere – Con Francesco Amodeo

Francesco Amodeo

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