Vince la Juventus e perde Dybala prima e Morata dopo. Roba brutta in vista del Chelsea. Partita scialba, la squadra di Allegri subisce due gol secondo cattive abitudini e ne sbaglia come minimo il doppio anche in questo caso per circostanze non del tutto fortuite. L’uscita di Dybala, che aveva sbloccato il risultato con un colpo dei suoi, ha tolto luce al gioco già non eccitante dei bianconeri.
La Sampdoria ha fatto pochissimo per opporsi ed è sembrato che gli juventini potessero trascorrere un tranquillo post pranzo. Ma l’infortunio dell’argentino ha smascherato i limiti di gioco con una confusione di ruoli e un affanno eccessivo nelle conclusioni. Se Audero è stato bravo a bloccare gol fatti è anche vero che la Juve si è smarrita nel nulla di Kulusevski e nelle rare incursioni dei centrocampisti.
Il rigore di Bonucci e il gol di Yoshida hanno riaperto i giochi, le alternative messe in campo da Allegri si sono rilevate mediocri, come lo svedese di cui sopra, Ramsey che ha tempi e reattività da lombrico e Kean più veloce del pallone dunque fuori giri. Nel finale sul 3 a 2 si sono uditi gli strilli plateali di Allegri che invece di perdere la voce e i nervi dovrebbe riflettere sulla squadra da mandare in campo contro i campioni d’Europa. Dybala, a naso, starà fuori uno o due mesi, Morata una o due settimane. Piove a Torino e anche in casa Juve.
Tony Damascelli
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