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La propaganda mediatica si scaglia contro Fusaro e Bagnai ▷ “Ci odiano: pura strategia della tensione”

Non si respira un’aria felice nell’Italia del 2021, immersa nella campagna vaccinale inesorabile e nell’emergenza senza fine. Il racconto dei media mainstream descrive un Paese spaccato in due, tra vaccinati e non vaccinati, favorevoli e contrari a obblighi e restrizioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la violenza subita da un giornalista di Repubblica qualche giorno fa (da condannare e condannata da tutti) è proprio la conseguenza di un atteggiamento mediatico volto al “divide et impera”.

Prova ne è anche il fatto che proprio il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari nel 1976 subisce gli attacchi della quota più intransigente dei manifestanti ma allo stesso tempo continua a scagliarsi contro chi, legittimamente, si schiera dalla parte opposta. L’articolo firmato da Matteo Pucciarelli dal titolo “Influencer, medici e politici: ecco chi sono i cattivi maestri della galassia No Covid” segue questa tendenza. A farne le spese questa volta sono stati il filosofo Diego Fusaro e il capo del Dipartimento Economia della Lega Alberto Bagnai, che nell’articolo vengono descritti con “pulsioni negazioniste e complottiste” e con “una comune matrice di estrema destra”.

La risposta al testo apparso sul sito online del quotidiano La Repubblica è arrivata in diretta da uno dei due diretti interessati, Diego Fusaro, ai microfoni di Fabio Duranti e Francesco Vergovich. Questo il suo intervento a “Un Giorno Speciale”.

“Ora tutto ciò che non è Repubblica è fascista. Ma pensiamo al regime fascista: secondo i giornali del regime fascista il problema erano i partigiani che non si piegavano all’infame regime, quindi nella loro narrazione i terroristi erano i partigiani che resistevano. A tal riguardo durante la guerra di Spagna di notte passavano radio clandestine che scandivano liste di nomi di fascisti e dei loro collaboratori. Alla fine di tutte le trasmissioni compariva sempre la formula magica ‘ricordate questi nomi’. Io vorrei che quando tutta questa storia sarà finita sarà davvero interessante vedere quali nomi troveremo nella lista. Io voglio ricordare quelli che dicevano che chi non celebra il siero benedetto è un imboscato da stanare, chi invoca Bava Beccaris, chi dice che bisogna convincere con le buone o con le cattive: sono termini da squadrismo, di una violenza inaudita, è pura istigazione all’odio.

Noi non abbiamo dogmi da trasmettere a nessuno, educhiamo al dubbio. Però il fatto che questo articolo penoso di Repubblica usi questi termini violenti… chi lo ha scritto deve campare, quindi scrive per i padroni e per portare a casa lo stipendio deve fare questo. Non bisogna neanche scomporsi, bisogna restare olimpici e sapere che stiamo facendo bene. E’ la giusta strada se aggrediscono, in questo modo come stanno facendo, a chi come il sottoscritto – peraltro in maniera pacatissima – dice le sue cose.

Su Repubblica dicono che io sono un cattivo maestro perché sempre in televisione dico le cose contro il Leviatano tecno-sanitario. Ma io non vado in televisione da mesi, mi sono rifiutato di andare a prendere parte a questa pagliacciata dove vai lì con la ‘x’ rossa e la scritta ‘sparatemi’. Basta, bisogna a un certo punto evitare, sottrarsi, saper dire di no.

Stanno rovesciando la narrazione. Loro sono i fautori della violenza, il loro discorso è quello di un regime analogo a quello del fascismo che diffama ogni dissenso e prepara in questo modo ondate di repressione, addirittura invocando Bava Beccaris. Preparano una forma di aggressione che arriverà durissima contro chiunque dissente. Scaricheranno la colpa sui non benedetti, per il fatto che si andrà in lockdown a ottobre. Siate certi che questo è il modus operandi, questa è la realtà. Se noi fossimo volgari quanto loro dovremmo a questo punto invocare una nuova Piazzale Loreto, ma noi non ci abbassiamo a questi livelli infami del discorso che invocano la violenza. Il nostro nemico è chi cerca di separarci e creare questa strategia della tensione. Loro vorrebbero che si usasse la violenza, vogliono portare alla violenza”.

Un Giorno Speciale

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