Gli dei dovrebbero sempre preservare loro stessi dal proprio crepuscolo; lo pensiamo ogni volta che vediamo un campione disputare i suoi ultimi anni di carriera portando addosso soltanto il nome del protagonista che era riuscito a essere nel tempo dei fasti, dei record, della gloria.
Però, appunto, noi possiamo soltanto pensarlo; non dovremmo mai permetterci, né ci saremmo mai dovuti permettere in passato di invocare il ritiro di quelli che hanno accumulato un prestigio tale, veicolando così tante emozioni, dal potersi concedere di dilatare il tempo della loro voglia e necessità di continuare, anche quando sono cominciate a mancare le imprese.
Certo, non avremmo voluto vedere gli ultimi incontri di Muhammad Ali intronato, lento, imbolsito; l’ultimo Maradona che cambiava cento maglie per un pugno di partite in tutto e, sì, nemmeno l’ultimo Valentino Rossi subire il proprio declino a colpi di decimi e secondi di ritardo. Ma hanno scelto loro di finire dopo e non prima, perché ne avevano bisogno. Dopo averli tanto applauditi quando erano in cima, ora è giunto il tempo di ringraziarli.
Paolo Marcacci
Il giorno prima, al Quirinale, il presidente Sergio Mattarella aveva usato parole durissime contro chi…
È l’argomento usato per giustificare l’obbligo vaccinale: l’immunità di gregge. Secondo Paolo Bellavite, medico ed…
Il gioco delle tre campanelle continua a presidiare il centro di Roma, nonostante blitz con…
La decima giornata di Serie A propone due appuntamenti centrali: il derby Milan-Inter e Juventus-Napoli.…
INTERVISTA A GIANNI PETRUCCI - Ottobre 2027 resta l’obiettivo dichiarato per la partenza di NBA…
Sapete quant’è stata l’inflazione negli ultimi anni? Quant’è stata la vera erosione del potere d’acquisto…