Entrambi i modelli di banche, sistemica e territoriale, perseguono il fine economico. La più grande significativa differenza sta nel fatto che, per consentirlo, la prima alimenta il territorio e la seconda lo distrugge. Infatti nel primo modello il terreno di raccolta e di impiego dei fondi coincide, mentre nel secondo diverge. Dietro queste parole apparentemente asettiche vanno letti i fallimenti di tantissime piccole e micro imprese che nei prossimi mesi in particolare soffriranno maggiormente del “credit cruch” bancario, cioè della cosiddetta restrizione creditizia.
Nella pillola di oggi io vi sto parlando dei due modelli di banca, le banche sistemiche o banche multinazionali e le banche territoriali o banche locali. Vengono definite in maniera molto diversa nei sistemi economici planetari. Negli Stati Uniti definiti in un modo, assolutamente autorevole, in Europa invece c’è un orientamento volto a considerare le banche locali un gregge di pecore.
Comunque entrambi i modelli di banca, banche sistemiche e banche locali perseguono il fine economico, ma con una grande differenza: le banche locali hanno l’interesse ad alimentare, curare e mantenere il territorio; le banche sistemiche non hanno questo interesse perché potrebbero considerare un territorio “di risparmio”, prendere i soldi e investirli in territori “di impiego”.
In questa situazione l’entrata in vigore delle nuove normative bancarie di vigilanza, della crisi di impresa e la situazione pandemica, questi tre effetti potrebbero avere caratteristiche dirompenti sulla concessione del credito proprio alle piccole, medie e microimprese italiane. Cioè io che da anni pensavo che ci sarebbe stato un credit crunch italiano avevo ragione, il credito si è ridotto per tutta la decade scorsa e credo che anche per questa decade avremo delle grosse difficoltà di accesso al credito delle piccole e micro imprese.
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