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Centinaia di posti di lavoro a rischio: il tremendo scenario a cui porterà lo sblocco dei licenziamenti

Quest’oggi parliamo di lavoro e di licenziamenti. Dopo lo sblocco dei licenziamenti, non poteva che essere così: cominciano a cadere tanti posti di lavoro con le famiglie dei lavoratori messe sul lastrico. È successo alla Giannelli in Lombardia, alla GKN a Firenze, alla Whirpool: centinaia e centinaia di posti di lavoro messi a rischio e si continuerà amaramente, perché manca una visione del tema lavoro nel nostro paese. Guarda caso, i primi a muoversi, sono proprio i gruppi multinazionali che hanno la possibilità di delocalizzare.
La Gianelli, la GKN e la Whirpool: sono tutte aziende che funzionano. La prima, in Lombardia, è di un fondo tedesco. La GKM è di un fondo inglese. Si tratta di multinazionali che possono delocalizzare e che, come in un gioco di scacchi, spostano la produzione laddove gli conviene di più dal punto di vista fiscale e del costo del lavoro: è la globalizzazione. Ma un paese che ha una dignità, una prospettiva e che ama il proprio popolo, impedisce che questo possa avvenire: si tratterebbe di sequestrare tutte le infrastrutture di queste aziende che delocalizzano e, magari, prendono anche i soldi di finanziamento dallo stato italiano e poi se ne vanno.

Siamo in grado di avere un paese di questo genere? Siamo in grado di avere un governo di questo tipo? Ho l’impressione proprio di no. Anzi, il governo Draghi ha una forza istituzionale-parlamentare enorme: praticamente tutti, anche quelli che gli votano contro, parlano bene di lui. Nonostante ciò, questi sono i risultati. Adesso ho citato tre di queste aziende, ma nei prossimi mesi e nelle prossime settimane saranno decine e centinaia: e allora cosa faremo? Bisogna avere una visione dello Stato e del governo: bisogna lavorare tutti, piena occupazione.
Lavorare meno per lavorare tutti e vivere meglio: per fare questo, bisogna far pagare le tasse alle multinazionali a partire da Amazon. Bisogna ricordare i danni che ha fatto il signor Benetton, evitare che il signor Elkann prenda 6 miliardi di euro garantiti dallo Stato ed evitare che duemila aziende italiane, le più grandi –anche la Ferrari che sventola il tricolore – abbiano la sede legale in Olanda e sottraggano soldi al fisco italiano. Con quei soldi lì si possono fare dei grandi piani per la piena occupazione. E invece questo non accade. Serve un cambio di sistema.

3 Minuti con Marco Rizzo

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Marco Rizzo

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