L’uomo trova la sua essenza nelle battaglie che si trova a combattere, a cominciare da quelle quotidiane, piccole lampadine che, tutte assieme, danno luce a quelle esistenziali.
Nell’esultanza irrefrenabile di Gianluca Vialli, nell’abbraccio di Mancini che si volta e con lo sguardo cerca il compagno di una vita calcistica, c’è il “qui e ora” del gol azzurro, poi c’è il “sempre” del vero significato dell’esistenza di ognuno di noi: sei alle prese con qualcosa di più grande di te e al tempo stesso nella normalità di un impegno, nella passione che ritrovi in ciò che fai da una vita, trovi la linfa per nutrire la tua quotidianità, per protrarla, per darle senso giorno dopo giorno.
In quell’esultanza così spontanea, così condivisa dell’abbraccio tra Vialli e Mancini, oltre a frammenti di glorioso passato sampdoriano, ci sono una straordinaria lezione di dignità, un esemplare modo di dare senso alla vita, vivendola al meglio di ciò che si sa, si può e si vuole fare, per come è possibile farlo.
Paolo Marcacci
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