Si accende il dibattito intorno al disegno di legge contro l’omotransfobia, assurto alle cronache con l’appellativo di Ddl Zan. Dopo aver incassato alla fine dello scorso anno l’ok dalla Camera, il progetto è rimasto fino a oggi imprigionato nell’ostruzionismo della Commissione Giustizia del Senato. Uno scossone è arrivato con la nota recapitata dagli uffici del Vaticano all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede, con la quale si è fatta richiesta esplicita di una modifica dell’impianto della legge, da alcuni interpreta come una volontà di blocco totale.
Quello che viene contestato, non soltanto dall’ambiente cattolico, è la presunta discriminazione che si verrebbe a creare proprio nell’intento di porre rimedio nei confronti di discriminazioni e disuguaglianze. “Se il sopruso, la violenza è la medesima per entrambi i sessi – si è chiesto in diretta il Prof. Enrico Michetti – perché uno deve avere una tutela rafforzata e l’altro deve avere una tutela minorata dinanzi al medesimo sopruso?”. Ai microfoni di Fabio Duranti e Francesco Vergovich, l’avvocato amministrativista e candidato a sindaco di Roma ha fornito una chiave di lettura prendendo spunto dalla Costituzione. Nella Carta infatti c’è già un articolo, il terzo, che potrebbe essere preso come riferimento per inclusione e antirazzismo: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Ecco l’intervento del Prof. Michetti a Un Giorno Speciale.
“Io credo che al centro ci sia il sopruso, cioè la violenza. A prescindere dal Ddl Zan, io credo che quando c’è la violenza non possiamo creare delle leggi che se tu appartieni a un genere o a una categoria sociale ricevi una tutela rafforzata. Se tu appartieni all’altra categoria sociale, dinanzi alla medesima violenza e dinanzi al medesimo sopruso, ricevi una tutela minorata. Altrimenti noi facciamo leggi ad personam. La legge deve essere generale e astratta, non deve essere a favore di una categoria.
Se il sopruso, la violenza è la medesima: perché uno deve avere una tutela rafforzata e l’altro deve avere una tutela minorata dinanzi al medesimo sopruso? Per me è una questione di merito. La libertà è proporzione, la libertà è il rispetto dell’essere umano in quanto tale. Sotto questo aspetto la Costituzione è qualsiasi di perfetto. Io lo dico sempre, pure ai sindaci: prima di prendere una decisione leggete il testo della Costituzione, là trovate tutte le soluzioni. Prima di prendere una decisione sul Ddl Zan andate a leggere l’articolo 3 della Costituzione”.
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