Isole Covid free: un tabù destinato a sparire?
Per ora, in Italia, è un “nì”. Sembra che si sia sbloccata la situazione in merito alle vaccinazioni per le isole, che oltre ad avere maggiori difficoltà logistiche rappresentano anche un enorme elemento di appeal per il turismo italiano e non. In Sicilia ha preso il via la vaccinazione di massa anche a Lampedusa e Linosa, dove 400 inoculazioni di Johnson & Johnson saranno effettuate in questi giorni, come riferisce il sindaco Salvatore Martello.
Il motivo, specifica, è soprattutto legato alla sicurezza pubblica.
Discriminazioni? Macché: il primo cittadino rigetta al mittente le accuse di privilegio degli isolani, soprattutto di Lampedusa, che “svolge un’attività non indifferente nei confronti del Governo“.
Ecco l’intervista ai microfoni di Stefano Molinari e Luigia Luciani.
“Il fatto che noi abbiamo chiesto di vaccinare Lampedusa come isola minore non nasce dal rilancio del turismo, ma sulla messa in sicurezza della popolazione. Perché quando si parla di isole minori molte volte non si sa che cos’è un’isola minore, che cos’è un’isola lontana come Lampedusa che, non avendo una cultura sanitaria adeguata, né alcuna struttura per fronteggiare la pandemia. L’unico attrezzo che abbiamo è l’elicottero per portare le persone a una a una in Sicilia, quindi quale risposta migliore per mettere in sicurezza un’isola se non fare i vaccini?
Non c’è alcuna discriminazione nei confronti degli altri italiani, anche perché noi siamo un’area di frontiera e svolgiamo un’attività non indifferente nei confronti del Governo e dell’Europa senza lamentarci“.
“Tutti quelli che vengono a Lampedusa sanno che ci sono gli sbarchi. Il problema è che bisogna dire la verità su come avvengono gli sbarchi e qual è la sicurezza che c’è in periodo di covid tra i migranti che arrivano, la popolazione e i visitatori.
Intanto non c’è alcun contatto diretto tra la popolazione di Lampedusa e i migranti, perché si arriva sul Molo Favaloro, vengono trasferiti all’interno dell’hotspot, gli si fanno i tamponi e il riconoscimento e infine vengono messi sulle navi-quarantena.
Giustamente se c’è il maltempo e la nave-quarantena non può attraccare per caricare i migranti sulla nave si possono fermare uno o due giorni, ma non esce nessuno dal centro di accoglienza“.
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