L’Inter ha conquistato lo scudetto con quattro giornate d’anticipo: il pareggio dell’Atalanta in casa del Sassuolo ha infatti decretato anche aritmeticamente un trionfo che era ormai nell’aria da parecchie giornate.
Un successo che ha tante facce e non può che partire dalla società e dai dirigenti dai dirigenti che hanno costruito un gruppo sicuramente di alto livello e hanno saputo superare anche i momenti più delicati della stagione.
Un successo naturalmente che va poi attribuito alla squadra, ad un gruppo di calciatori di altissimo livello, in cui convivono la potenza di Lukaku, la classe di Eriksen, le capacità atletiche di Barella, l’intelligenza di De Vrij, la velocità straripante di Hakimi, la generosità di Darmian, l’esplosività di Lautaro e potremmo andare avanti all’infinito.
Ma questo scudetto è soprattutto il trionfo di Antonio Conte che era andato all’Inter proprio per provare a spezzare il lungo dominio della Juve. Ci è riuscito in fretta, al secondo anno, costruendo una squadra in cui sembra specchiarsi: concentrazione, qualità, culto del lavoro, unità di intenti.
L’Inter con il suo scudetto, meritatissimo, è tutto questo. Applausi.
Alessandro Vocalelli
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