Mentre in Italia c’è grande attesa per il vaccino firmato Johnson & Johnson, negli Stati Uniti la somministrazione viene sospesa. Sei casi gravi che portano la Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control a chiedere agli Stati di non usare il vaccino e di aspettare così l’esito delle indagini sui problemi di sicurezza.
Stefano Molinari e Luigia Luciani hanno fatto il punto della situazione insieme al Prof. Roberto Cauda, Direttore Malattie Infettive al Policlinico Gemelli. Ecco cosa ha spiegato a ‘Lavori in corso’.
“Sei casi gravi su 7 milioni di dosi somministrate: questo indica un livello di rischio quasi trascurabile. Noi prendiamo farmaci di uso comune tutti i giorni che sono molto più pericolosi in termini di effetti collaterali. C’è una grandissima attenzione verso questi vaccini però non dobbiamo dimenticare che tutti i giorni solo in Italia registriamo centinaia e centinaia di persone che muoiono.
Aver fatto delle sospensioni cautelative ci indica che questo vaccino è soggetto a delle verifiche. Lo stop è giuso ma bisognerà dare risposte univoche, ma comunque i rischi sono di gran lunga minori rispetto ai vantaggi della vaccinazione.
Non esistono vaccini o farmaci a rischio zero. Io leggerei in positivo questa limitazione. Ben vengano le cautele, purché non portino a una disaffezione del vaccino”.
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