Gestione più serena e scorrevole della partita non poteva esserci, anche perché i ritmi dello Shakhtar, sin dall’inizio, agevolano il dispiegarsi del tipo di partita che conveniva agli uomini di Fonseca.
Qualche criticità sul lato di Ibanez, nel frattempo ammonito e frastornato a causa della zuccata con Kumbulla, contro il rapido e tecnico israeliano Solomon. Gianluca Mancini non si è potuto riposare del tutto nemmeno stasera.
La capocciata di Mayoral apre le marcature nell’abbrivio del secondo tempo, un suo scavetto rende definitivo il tabellino: sette gol nella ribalta internazionale per l’ex madridista. In mezzo, il momentaneo e indolore pareggio di Júnior Moraes.
Molto bene la gestione del pallone da parte di Cristante nella parte bassa, con la sfera sempre protetta, pulita, rilanciata senza mai buttarla; altrettanto lucida la gestione di ritmi e passaggi di Diawara, che ha rispettato alla lettera le consegne di “regia condivisa” con Gonzalo Villar.
Una menzione speciale per Riccardo Calafiori: bello rivedere questo ragazzo, alla luce di tutte le vicessitudini attraversare.
Complessivamente, per la gestione di scelte iniziali, atteggiamento e aggiustamenti in corsa, otto e mezzo cumulativo a Paulo Fonseca per i centottanta minuti contro il suo passato.
Un secondo tempo trascorso con la testa al Napoli, da una parte; con un pensiero all’urna, dall’altra: in ogni caso, anche se con accezione diversa, sarà una questione di palle. Adesso è davvero giunto il momento di farle girare nel senso buono.
Paolo Marcacci
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