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Politica

“Monopattini e sharing sono derive mondialiste, frutto di potenze straniere e degli effetti devastanti di una ragazzina di nome Greta Thunberg” ▷ Scandurra

Nelle città italiane è esploso il fenomeno della micromobilità elettrica. In quasi due anni però abbiamo assistito a molti incidenti legati all’utilizzo di questi nuovi strumenti: l’ultimo è di questa settimana, a Genova una donna di 34 anni è rimasta uccisa durante uno scontro con un tir. L’Osservatorio Monopattini ha lanciato un allarme sicurezza al riguardo al fine di usare più prudenza.

Il monopattino, il bikesharing, il carsharing sono delle derive mondialiste che derivano dagli effetti devastanti che una ragazzina di nome Greta Thunberg ha prodotto sui cervelli già potenzialmente esposti ad una deficienza diffusa dei nostri giovani“. Con queste parole Maurizio Scandurra, giornalista e saggista cattolico, esprime il suo dissenso verso questa tipologia di risoluzione al problema climatico e invita il Governo a riflettere anche su un maggior sull’aspetto economico di tali questioni.

Ecco l’intervento di Scandurra a “Un giorno speciale”.

“Il monopattino, il bikesharing, il carsharing sono delle derive mondialiste che derivano dagli effetti devastanti che una ragazzina di nome Greta Thunberg ha prodotto sui cervelli già potenzialmente esposti ad una deficienza diffusa dei nostri giovani. Io sono a favore dei giovani ma non della cogl***aggine imposta da lobby estere che detengono la proprietà e il controllo finanziario.

Bikesharing, carsharing e monopattini soprattutto sono società che sono prevalentemente californiane, capitale estero e, su cinque che ne esistono, solo due sono europee, una guarda caso ha sede nel paese della signora e amata Merkel e l’altra ad Amsterdam. Sappiamo tutti che Germania e Olanda sono i paesi che se possono, non inocularci ma *****, lo fanno ben volentieri.

Queste società, che sono contrattualizzate da tutti i principale comuni italiani, io mi chiedo perché debbano venire qui, fare degli utili qui e portare i ricavi all’estero. Io penso che forse sarebbe un dovere del nostro Governo e dei nostri ministeri investire su società italiane che, al pari di queste start up estere, potrebbero magari fare la stessa cosa creando posti di lavoro qui”

Un Giorno Speciale

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