Vi ricordate quando Mario Monti a gennaio 2021 sul Corriere della Sera dichiarò che bisognava “porsi con urgenza il problema di quanto abbia senso continuare a ristorare con debito le perdite subite a causa del lockdown, quando per molte attività sarebbe meglio che lo Stato favorisse la ristrutturazione o la chiusura”.
In realtà questa idea perversa è frutto di un report del 2020 del potente, oligarchico ed esclusivo Gruppo dei 30. Quello formato dai 30 banchieri più potenti al mondo. In questo report dal titolo “Rilancio e ristrutturazione del settore aziendale post-covid” c’è un capitolo che si intitola “Le scelte difficili per i Governi”. Andiamo allora a leggere quali sarebbero queste scelte difficili: riduzione di quello che loro definiscono l’ampio sostegno che c’è stato finora per le imprese e la necessità di spostare le risorse verso misure mirate a salvare le imprese ritenute strategiche nel post-pandemia.
Il concetto espresso è molto semplice: bisogna salvare le banche e il sistema finanziario dalle possibili insolvenze di cittadini e aziende. Quindi che soluzioni propongono questi grandi banchieri? Propongono di limitare gli aiuti solo alle aziende strategiche e utili nel post pandemia, per le altre conviene indurre il fallimento. Capito? Esattamente come aveva detto Monti.
‘Va bene – direte voi – ma che ci frega, tanto queste cose le hanno scritte nel Gruppo dei 30 a Washington, per noi decide il Governo italiano’. Bene, chi ha redatto quel report nel 2020 è ora il Presidente del Consiglio in Italia.
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