Doveva essere il trionfo della democrazia, invece come prevedibile è stato il trionfo del solito imperialismo a stelle e strisce. La notizia riguarda il bombardamento in Siria gestito dagli Stati Uniti guidati dal “democratico” Joe Biden.
17 morti, questo l’effetto collaterale. Ma per la democrazia e il progresso questo è ben poca cosa.
Il copione ritorna sempre identico a sé stesso dal 1989: vi è lo Stato-canaglia dittatoriale, cioè non allineato con il consenso di Washington, che attende di essere gloriosamente liberato dal bombardamento umanitario e dall’imperialismo etico della gloriosa civiltà dell’hamburger. Che si è proclamata, senza che nessuno le attribuisse questo ruolo, come paladina del genere umano.
Dopo l’era di Donald Trump, che con tutti i suoi limiti aveva se non altro contenuto i conflitti nel mondo, possiamo ora essere certi che con il “democratico” e “progressista” Joe Biden si torna ai precedenti fasti dell’imperialismo USA senza limiti e senza ritegno.
È chiaro come il sole che sul piano geopolitico la monarchia del dollaro resta il principale nemico che più minaccia la libertà e la democrazia. Prepariamoci perché questo è solo l’inizio.
RadioAttività, lampi del pensiero con Diego Fusaro
Si avvicina il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23…
Svilar 7Sono più le sue parate provvidenziali che le reali occasioni da gol per la…
Segna Ekkelenkamp per l'Udinese dopo un primo tempo senza reti. E da quel momento la…
Pessime notizie per la Roma e per Gian Piero Gasperini: c'è una novità importantissima di…
Bomba improvvisa in casa Juventus: l'annuncio riguarda Luciano Spalletti, i tifosi quasi non ci credono.…
La situazione in casa Lazio si fa sempre più complicata e carica di interrogativi. Quella…