In questo 2021 si celebrano i 100 anni dalla nascita a Livorno del Partito Comunista Italiano. Il comunismo è stato, è e sempre sarà due cose essenzialmente: per un verso critica glaciale dell’ingiustizia coessenziale alla società a forma di merce, la società del capitale, dello sfruttamento e dell’alienazione, e per un altro verso la promessa di una felicità più grande di quella disponibile.
Tanto più grande e più nobile è il progetto di comunismo come promessa di felicità per tutti, tanto più ridicola appare la vicenda delle sinistre metamorfiche che dal nobile Antonio Gramsci sono transitate alla loro nuova configurazione fucsia-arcobalenica.
Diciamolo apertamente: le sinistre oggi hanno tradito completamente Marx e Gramsci. Sono esattamente l’opposto di ciò che era il Partito Comunista nato nel 1921.
Occorre oggi più che mai seguitare nella lotta che fu di Marx e Gramsci contro l’ingiustizia capitalistica e quindi, anzitutto, opporsi alle sinistre che hanno tradito quella lotta.
Le sinistre oggi non possono essere la soluzione dacché sono parte del problema.
Quando il Partito Democratico prova indecorosamente a celebrare il Partito Comunista Italiano viene deriso e schernito e non c’è da meravigliarsi.
Bisogna mantenere vivo l’ideale comunistico di società redenta con Marx e con Gramsci e bisogna continuare a lottare contro il capitalismo e contro le sinistre che sono passate a servire il capitale e la classe dominante.
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