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Filippo Tortu ▷ “Tra la medaglia e il tempo record scelgo sempre la prima. Senza le Fiamme Gialle non avrei ottenuto questi risultati”

Filippo Tortu: il nuovo Pietro Mennea? Ai posteri l’ardua sentenza. Il velocista milanese, classe 1998, è intervenuto in diretta per i festeggiamenti del centenario delle Fiamme Gialle.

Un giovane protagonista dello sport italiano che promette spettacolo in vista dei prossimi impegni programmati. Primo fra tutti, inevitabilmente, le Olimpiadi di Tokyo previste per questa estate.

Il Direttore Ilario Di Giovambattista, insieme al Presidente delle Fiamme Gialle Parrinello, ha dialogato con il primatista nazionale dei 100 metri piani

I giorni del Covid

“Ora sono a casa. Ho il Covid, ma non è nulla di grave. Quindi per adesso va tutto bene. Ho avuto qualche linea di febbre i primi due giorni, un po’ di raffreddore e molte stanchezza. Per adesso non mi sono allenato a casa, ma forse inizierò a fare qualcosa oggi. Però fino a quando non faccio almeno quattro giorni senza febbre, in cui mi sento bene, non farò nulla di particolare. Poi soprattutto a casa i corridoi non sono abbastanza lunghi e non mi consentono di fare molto“.

L’onore delle aspettative

“Le aspettative sul mio conto fanno sempre piacere. Saper di rappresentare il mio sport e il mio paese è una bellissima cosa. Questo comporta delle responsabilità. Però, se non avessi voluto responsabilità, non avrei deciso di fare l’atleta di lavoro. Sinceramente poi non c’è nessuno più esigente di me“

Cosa rappresentano per te le Fiamme Gialle?

“Non è facile spiegarlo brevemente. Io posso dire che sono state un’opportunità. Forse anche di più perché hanno significato un modo diverso di approccio all’atletica e di ragionare. Sono arrivato in un ambiente in cui, oltre a grandissimi campioni, c’è una struttura composta da grandi professionisti tra tecnici e dirigenti. Questo, se sei pronto e umile per imparare, ti può far solo migliorare. Sinceramente se non fossi entrare nelle Fiamme Gialle non avrei ottenuto i risultati che ho conseguito. Ho imparato molto soprattutto dagli atleti come Mori e Vizzoni che hanno vinto qualsiasi cosa e stare con loro ti fa crescere tanto. Sono contento infatti che Larissa Iapichino sia entrata da noi, perché credo sia il miglior talento dell’atletica italiana in questo momento“.

Tra una medaglia e un tempo da record non ci sono paragoni

“Se dovessi scegliere tra un tempo e una medaglia, scelgo sempre la medaglia senza dubbio“.

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