Ai numeri che da inizio emergenza sanitaria hanno invaso le nostre vite, di recente se sono aggiunti altri. Sono i dati sulle persone vaccinate che crescono, seppur a rilento, dall’inizio della campagna lo scorso 27 dicembre. Ora anche questi dati, saranno aggregati a tutti quelli che abbiamo imparato a conoscere su contagi, decessi, terapie intensive.
Stando al presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, ospite in video collegamento di Luigia Luciani e Stefano Molinari, “saranno circa 12 milioni gli italiani che potranno essere vaccinati nei primi 6 mesi dell’anno”. In merito alle cifre che ci aspettano nei prossimi mesi e ad alcuni aspetti che ancora non sono ben chiari sulle vaccinazioni, il dott. Cartabellotta è intervenuto a “Lavori in corso”. Questo il suo parere.
“Abbiamo la ragionevole certezza di poter vaccinare circa 12 milioni di italiani nei primi sei mesi dell’anno.
Sappiamo che c’è stata la prima consegna simbolica di circa 10 mila vaccini. Poi sono arrivati i primi 470 e domani arriveranno gli altri. Però è la velocità con la quale le regioni in questi giorni sono riuscite a utilizzare i vaccini. Siamo a circa 122 mila persone vaccinate.
Il problema da un lato è la fornitura che è soggetta ad approvazione. Ma che poi ci siano dei ritardi che si cominciano ad accumulare nell’ordinaria amministrazione comincia a preoccupare.
La cosa che premeva chiarire è il dato che viene riportato sull’efficacia. L’efficacia è la riduzione del rischio relativo di una malattia covid-19 sintomatica, dopo una settimana dalla secondo dose. Che sappiamo si fa 21 giorni dopo la prima.
Ma soprattutto noi oggi non sappiamo nulla sull’efficacia del vaccino nei soggetti asintomatici. Di conseguenza non sappiamo se un soggetto vaccinato potrà trasmettere l’infezione. Di conseguenza non è immaginabile ipotizzare la cosiddetta patente di immunità”.
“Penso agli effetti che noi non riusciamo a misurare, cioè l’impatto sociale sui ragazzi, ma anche alla situazione epidemiologica. Non le nascondo che questa è la decisione più difficile che il Governo debba prendere.
Se noi siamo in grado di rendere il locale scuola realmente sicuro e strettamente monitorato le scuole possono riaprire. Se tutti questi aspetti non sono tenuti sotto controllo, in questo momento il rischio di riaprirle e maggiore del periodo natalizio.
Io aspetterei qualche altra settimana prima di riaprire le scuole”.
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