Passo falso della Roma a Bergamo: sono addirittura quattro i gol che incassano i giallorossi contro un’Atalanta che si prende i riflettori nel secondo tempo.
Inizia Zapata, che spacca la porta siglando l’1-1, finisce Ilicic, con una serpentina degna dei suoi tempi migliori.
Una sconfitta che allontana i giallorossi dalle tre in testa (Milan, Inter, Juventus) ma soprattutto che va archiviata in fretta per continuare a dare l’assalto alla parte alta della classifica. A meno, ovviamente, di un clamoroso ridimensionamento.
“Che botta! Una botta tremenda. Giustamente si dice ‘4 gol anche a Napoli’, ma è stata una partita diversa. Lì, a Napoli, la Roma non è scesa in campo. Qui mi sembra che abbia giocato un ottimo primo tempo per tutto quello che ha fatto. Poteva fare anche il secondo gol.
E’ crollata invece nel secondo tempo. E’ accaduto probabilmente per un fatto di personalità.
Molto probabilmente, anzi, più probabilmente per un fatto fisico. Fonseca avrebbe dovuto fare molto prima – già nell’intervallo – un paio di cambi a centrocampo, anche perché non era difficile sostituire Pedro, che non aveva fatto quasi nulla e capire che si era pure lamentato del fatto che doveva giocare due partite, una giovedì e l’altra domenica.
La squadra, insomma, fisicamente si intuiva che poteva cedere.
Da questo punto di vista un verdetto molto significativo: vuol dire che ad oggi la Roma non è una squadra che può competere con le tre-quattro che daranno l’assalto alla Champions“.
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