Nessuna novità, molte novità. Lassù vincono le due milanesi e la corsa natalizia prosegue, senza colpi di scena.
Semplice e appena affannata per l’autogol sulla punizione di Berardi, la vittoria milanista contro il solito Sassuolo la cui fase difensiva, si usa dire così, è una ciofeca nella quale il gruppo di Pioli va via sciolto, realizzando, con Leao il gol storico, dopo secondi sei e centesimi venti. Il resto è stata una trasferta con la partecipazione della squadra di De Zerbi che pensa più alla forma che alla sostanza, quando è ora di proteggere le zone davanti a Consigli.
Senza Ibrahimovic e Rebic è stato Leao il promotore della spunta offensiva.
A Milano il primo tempo dell’Inter è stato in linea con il cielo grigio e piovoso, squadra fiacca, pigra, lenta, poi Hakimi e Lukaku hanno riequilibrato la pratica e lo Spezia, bello e volitivo non ha mollato la presa, riuscendo anche a segnare un gol, ormai consueto per il pacchetto arretrato di Handanovic.
Niente sorpasso, allora, il Milan tiene, l’Inter va piano e spera lontano e la Juventus, come aveva fatto intendere sabato sera, molesta entrambe.
Di certo fa più notizia il successo rossonero, viste le premesse e considerato l’avversario, l’alibi delle assenze serve a spiegare altri risultati.
L’Inter non è travolgente, non è aggressiva e c’è l’impressione che sia venuta meno l’allegria ma fa punti e questo conta per l’almanacco. Il resto è propaganda.
Tony Damascelli
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