In occasione del primo vantaggio milanista ammansisce un pallone che arriva dalle retrovie, lo lavora e lo protegge, quasi pettinandolo con lo scarpino, per poi attendere l’arrivo di Kessie che si ritrova sul piatto destro lo zero a uno. In occasione del raddoppio, si mette acrobaticamente in proprio: stupefacente non è tanto la rovesciata, effettuata comunque in un fazzoletto di terreno, quanto il fatto che, con l’orizzonte capovolto, mostri di sapere già dove indirizzare la sfera, vale a dire nell’angolino alla sinistra di Musso. Non fatelo sapere a Giovanni Toti, quanto produttivo possa essere un anziano.
Manovra monocorde, tanta pressione di gioco per poi sviluppare sempre lo stesso canovaccio. Sabato è bastato un Parma essenziale, con incursori rapidissimi per sorprendere gli uomini di Conte. Quest’ultimo, di conferenza in conferenza, dà sempre più l’impressione di essere come un litro e mezzo d’acqua frizzante in una bottiglia da un litro: compresso, autodisciplinato al punto tale da sembrare aver sviluppato, in sede di commento, un atteggiamento quasi zen. Quasi.
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