Il destino delle elezioni presidenziali 2020 negli Stati Uniti è ancora tutto da scrivere. Se da un lato sembra che Biden sia in vantaggio, dall’altro mancano ancora i voti di alcuni stati chiave e il conteggio di quelli per posta.
A nulla servono i sondaggi in questa fase: secondo gli esperti può ancora accadere di tutto. Tira però già aria di contestazioni. Donald Trump mette in dubbio il calcolo dei voti e fa sapere che ricorrerà al giudizio Corte Suprema.
Finirà a battaglie legali come accaduto tra Bush e Gore? Le possibilità, secondo il Presidente e Fondatore di Termometro Politico, Gianluca Borrelli, le possibilità che ciò accada sono molto alte.
Ne ha parlato in diretta a ‘Un giorno speciale’ insieme a Francesco Vergovich e Fabio Duranti. Quali sono gli stati chiave da cui dipende il risultato finale? Quali i possibili scenari? E soprattutto, come funziona il voto e in cosa è così diverso dalle modalità italiane? I dettagli in questa intervista.
“In questo momento stanno facendo gli ultimi conteggi, sicuramente ci saranno azioni legali per invalidare o convalidare un certo numero di voti e sarà determinante per il risultato finale perché veramente siamo a uno scontro all’ultimo voto. Una volta però che ci sarà un verdetto verrà preso quello e basta, si andrà avanti. Non ci saranno strascichi oltre una certa data. Sono possibili una serie di colpi di scena, la possibilità che si arrivi a un verdetto da parte dei giudici non è assolutamente da escludere anzi sembra un anno di quelli che finirà a battaglie legali”.
“Ci sono 50 stati, ognuno di loro ha un punteggio proporzionale al numero di abitanti, per esempio la California che è il più popoloso ha 55 grandi elettori, altri come il Wyoming ne hanno soltanto tre. La somma totale di questi 50 stati è 538 voti. Questi si riuniscono per votare il Presidente. Come vengono attribuiti questi voti: chi vince in California anche di un solo voto, si prende tutti e 55 i voti della California. A parte due stati, Maine e Nebraska, che dividono anche sulla base dei distretti, negli altri 48 il vincitore prende tutto. Quello che conta non è quanto è grande lo stato ma quante persone ci abitano. La somma che bisogna raggiungere è sempre 270, uno in più della metà dei 538 totali. Il 20 di gennaio poi il nuovo Presidente degli Stati Uniti giurerà”
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