Sabato 10 ottobre ci sarà una Marcia della Liberazione a Piazza San Giovanni a Roma. Durante la manifestazione, a quanto riporta un articolo de La Repubblica, si chiederà “la fine del neoliberismo, un modello economico e di pensiero che sfrutta molti per arricchire pochi”.
Sorprende vedere comparire nella lista dei partecipanti uno dei sindacati della Polizia Municipale di Roma, coloro i quali cioè dovrebbero applicare sia le sanzioni del Dpcm che dell’ordinanza della Regione Lazio.
“Non vogliamo eludere la pericolosità di questo virus ma quello che ci lascia perplessi è la contraddittorietà di questa emergenza”: a parlare ai nostri microfoni è Sergio Fabrizi, segretario provinciale UGL Roma (Sindacato Polizia Locale). Sin dai primi mesi dell’esplosione Covid -19, afferma Fabrizi, gli agenti sono rimasti perplessi da alcune misure e pretendono oggi regole chiare.
A “Lavori in corso” il segretario provinciale UGL ha spiegato nel dettaglio la posizione presa dal sindacato. Ecco l’intervista fatta da Stefano Molinari e Luigia Luciani.
“Saremo anche noi in piazza a manifestare ma non siamo negazionisti. Non vogliamo eludere la pericolosità di questo virus ma quello che ci lascia perplessi è la contraddittorietà di questa emergenza perché se è tale devono essere mantenute le stesse norme precedentemente attuate.
La nostra perplessità è quella di dover andare a perseguire i cittadini che hanno la mascherina indossata male o non ce l’hanno per niente, ma affrontare questa emergenza con un pezzetto di stoffa in bocca, perché non vengono indicate quali sono le mascherine che effettivamente sono efficaci, diventa contraddittorio. E’ paradossale per esempio dover multare il cittadino che sta camminando da solo sul marciapiede quando sul marciapiede opposto magari stanno mangiando e bevendo una decina di persone in un locale senza mascherina.
È paradossale che la mascherina sia esclusa durante l’attività motoria ma deve indossare la mascherina chi lavora per strada in condizioni difficoltose.
L’efficacia della misura della mascherina pone noi in condizione di difficoltà operativa e non vogliamo passare per capo espiatorio di responsabilità che non sono le nostre. Una camminata veloce ha l’esenzione come il bambino di sei anni”.
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